██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Acquedotto
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Un mwdqacquedotto, dai termini mwdglatini mwdwaqua (acqua) e mweaducere (condurre), in mweqingegneria idraulica, è il complesso delle opere di presa, convogliamento e distribuzione dell'acqua necessaria ad una o più utilizzazioni, tra cui l'uso potabile, irriguo e industriale.cite-ref-1[1]
Costruttivamente può essere realizzato in vari modi: con mwfwcanali artificiali, con mwgatubazioni o con soluzioni miste. Nel caso di canali il funzionamento può essere solo a mwgqpelo libero, nel caso di tubazioni anche in mwggpressione. Per gli acquedotti potabili, si preferisce il funzionamento in pressione, perché dà maggiori garanzie igieniche, anche se in mwgwPuglia è stato realizzato all'inizio del mwhaNovecento il Canale Principale dell'mwhqAcquedotto Pugliese, tuttora in esercizio, che funziona a pelo libero.
Molti acquedotti a pelo libero attraversano il paesaggio per mezzo di mwhwponti sopraelevati dedicati, oppure in canali somiglianti a dei piccoli mwiafiumi. In entrambi i casi il movimento dell'acqua è dovuto unicamente alla forza di gravità, perciò il percorso deve essere strettamente discendente. Acquedotti abbastanza larghi possono essere utilizzati da mwiqimbarcazioni.
Contents
• Storia
• Utilizzi
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
L'età antica e le prime opere
L'invenzione degli impianti di trasporto dell'acqua risale all'mwkwetà antica; infatti le prime opere del tipo per il drenaggio e lo scolo delle acque furono costruiti già presso i Sumeri: si trattava di condotte in mattoni con copertura a mwlavolta. Se ne trovano a mwlqLagash, a mwlgNippur, a mwlwUr. Il modello fu ripreso anche a mwmaBabilonia.cite-ref-treccani-2-0[2] Successivamente, intorno al mwnqVII secolo a.C., furono scavati nella roccia acquedotti sotterranei dotati di pozzetti verticali che portavano l'acqua dalle montagne alle città. I mwngFenici costruirono un simile acquedotto per rifornire d'acqua mwnwTiro e ne rimangono rovine a Ras al-Ain. Gli mwoqEbrei costruirono il mwogtunnel di Ezechia per alimentare la mwowPiscina di Siloe a mwpaGerusalemmecite-ref-treccani-2-1[2] in previsione dell'assedio da parte di mwqqSennacheribbo.
L'acquedotto di mwqwNinive, costruito dagli mwraAssiri per ordine del re mwrqSennacheribbo nella stessa epoca, era un canale sotterraneo a vasche digradanticite-ref-treccani-2-2[2] per una lunghezza totale di 115mwsg kmcite-ref-3[3]. Per trasportare l'acqua attraverso la valle di Jerwan fu costruita una struttura di calcare alta 9mwua m e lunga 280. Acquedotti scavati nella roccia più tardi furono quelli di mwuqCorinto e di mwugPalmiracite-ref-treccani-2-3[2]. Il sistema degli acquedotti scavati nella roccia con pozzetti verticali ha avuto particolare diffusione in Persia, dove questi impianti sono detti mwvwmwwaqanāt. Il mwwqqanāt di Zarch è il più lungo dell'Iran: misura 71mwwg km ed è dotato di 2115 pozzi verticali; è anche il più antico, risalendo al mwwwI millennio a.C.cite-ref-ancient-water-4-0[4]. Dalla Persia il sistema si è diffuso anche in altri paesi, fra cui l'mwyaOman, dove questi acquedotti sono detti mwyqmwygaflaj (singolare mwywfalaj).
Condotti in terracotta sotterranei sono stati trovati in siti archeologici del mwzqII millennio a.C. quali mwzgCnosso, mwzwArgo, mwaaTirinto, mwaqMicene ed mwagItaca. La civiltà cretese fu la prima ad utilizzare tubi di terracotta interrati per l'igiene e la fornitura d'acquacite-ref-5[5]. La loro capitale, mwbwCnosso, era dotata di una mwcarete idrica ben organizzata per far arrivare l'acqua pulita e far defluire quella sporca, oltre che per smaltire lo straripamento in caso di piogge intense. Contiene anche uno dei primi esempi di mwcqsciacquone, risalente al mwcgXVIII secolo a.C.cite-ref-6[6]
Questa tipologia rimase diffusa in ambito greco. Fra i più famosi impianti di questo tipo si possono citare l'mweaacquedotto di Eupalino, ordinato da mweqPolicrate nell'mwegisola di Samo, e quelli di mwewPriene e mwfaCirene. mwfqAtene e mwfgSiracusa avevano già nell'antichità una vera e propria rete idrica composta da più acquedotti sotterranei. Gli acquedotti che servivano Atene scendevano dal mwfwParnete, dall'mwgaImetto e dal mwgqLicabettocite-ref-treccani-2-4[2]. Fra gli acquedotti di Siracusa ha particolare importanza l'mwhgacquedotto Galermi.
Le evoluzioni nell'antica Roma
I Romani costruirono numerosi acquedotti per portare acqua ai centri abitati e alle attività locali. La stessa città di mwkqRoma ebbe la più grande concentrazione di condotte idriche con mwkgundici acquedotti costruiti nell'arco di cinque secoli, con una lunghezza complessiva di circa 350 mwkwkm. Anche nelle mwlaprovince dell'Impero furono costruiti molti acquedotti; fra i più monumentali si ricordano quelli di mwlqNîmes (mwlgPonte del Gard) e di mwlwSegovia, a doppio ordine di archi. Anche la capitale dell'mwmaOriente, mwmqCostantinopoli, fu dotata di un acquedotto, l'mwmgacquedotto di Valentecite-ref-treccani-2-5[2].
I Romani svilupparono in particolare la tecnica degli acquedotti sopraelevati ad archicite-ref-treccani-2-6[2], tuttavia solo 47mwpa km degli acquedotti della città di Roma erano costruiti in superficie, la maggior parte erano sotterranei. Fra gli acquedotti sotterranei romani l'mwpqacquedotto Eifel in mwpgGermania è un esempio classico. Il più lungo acquedotto romano è quello costruito nel mwpwII secolo d.C. per approvvigionare mwqaCartagine attraverso una condotta da 141mwqq km.
Gli acquedotti romani erano delle costruzioni molto sofisticate il cui standard qualitativo e tecnologico non ebbe uguali per oltre 1000 anni dopo la mwqwcaduta dell'Impero romano d'Occidente. Essi erano costruiti con tolleranze minime: ad esempio la parte di acquedotto a mwraPonte del Gard in mwrqProvenza ha un gradiente di soli 34 mwrgcm per km (1:3000) scendendo di soli 17 mwrwm nella sua intera lunghezza di 50mwsa km. La propulsione è interamente garantita dalla mwsqgravità, trasportando un grande quantitativo d'acqua in modo molto efficiente (il citato Ponte del Gard ne veicolava 20.000mwsg m³ al giorno).
A volte, quando si incontrano depressioni maggiori di 50mwta m lungo il percorso, vengono utilizzati i sifoni inversi, condotte a gravità utilizzate per superare il dislivello, in uso anche ai giorni nostri, quando gli ingegneri idraulici utilizzano questa metodologia per gli impianti idrici e fognari.
Il medioevo e le innovazioni dei saraceni
Molte delle esperienze accumulate dagli antichi romani vennero perse durante il mwuaMedioevo e in Europa la costruzione di acquedotti conobbe una interruzione. Inoltre, molti acquedotti romani andarono in rovinacite-ref-treccani-2-7[2]. L'approvvigionamento idrico nel Medioevo era assicurato da opere meno impegnative, come pozzi e mwvqcisterne, oppure dai portatori d'acqua ("aquariciarî").
Nell'mwvwImpero bizantino, tuttavia, gli acquedotti rimasero in funzione ed anzi ne furono costruiti di nuovi. In particolare per servire la capitale, all'acquedotto di mwwaValente furono aggiunti due nuovi acquedotti attribuiti a mwwqGiustiniano e successivamente altri due nell'mwwgXI e mwwwXII secolocite-ref-treccani-2-8[2].
Durante il Medioevo le opere idriche ebbero inoltre grande sviluppo nel mondo musulmano, particolarmente interessato da problemi di siccità. Fra le opere più monumentali di questo periodo ci sono gli acquedotti di mwzqElvas e di mwzgSiviglia nella mwzwPenisola iberica, quelli di mw0aFez e mw0qMarrakesh in mw0gMaroccocite-ref-treccani-2-9[2]. La perizia idraulica acquisita dagli arabi permise la realizzazione di piscine e fontane nei cortili delle residenze dei sovrani, come nell'mw1wAlhambra e nel mw2aGeneralife di mw2qGranada o nellmw2g'mw2wAlcázar de los Reyes Cristianos di mw3aCordova. Nella parte orientale del mondo islamico, nei paesi di cultura persiana ed in Oman, continuava e si perfezionava la tradizione dei mw3qqanat e degli mw3gaflaj.
A partire dalla conquista islamica anche nel mw4aRegno di Sicilia si ampliò la rete idrica per le coltivazioni e per i giardini privati. Nei primi anni del regno venne realizzato il mw4qcomplesso architettonico della Zisa a mw4gPalermo, una sorta di monumentale fontana, che fungeva anche da palazzo di rappresentanza, alimentata da un acquedotto interrato, che all'esterno proseguiva con una serie di cascatelle e giungeva in un ricco giardino.
Nell'Europa occidentale (e dipendenze) gli mw5aordini monastici continuarono l'attività di costruzione di acquedotti: i mw5qBenedettini costruirono l'mw5gAcquedotto medievale di Salerno, i mw5wCistercensi quelli di mw6aCasamari, mw6qLimoges e mw6gSaint-Polycarpe; gli mw6wOspitalieri ne realizzarono uno sull'isola di mw7aRodicite-ref-treccani-2-10[2].
Dal XIII secolo si ebbe una ripresa della costruzione di acquedotti, alcuni capaci anche di far muovere l'acqua in salita, come nei casi di mw8gPerugia (1276-1278), mw8wOrvieto (fine XIII sec.) e mw9aSpoleto (XIII-XIV sec.) di cui rimane il cosiddetto mw9qPonte delle Torri, un ponte-acquedotto alto 82 metri e lungo 220. In particolare nella città di Perugia venne realizzata la mw9gFontana Maggiore proprio per celebrare la costruzione dell'acquedotto lungo circa cinque chilometri che segnò probabilmente la riconquista delle antiche tecniche idrauliche romane. Ancora nel XVI secolo il Vasari esprime nella vita di Nicola e Giovanni Pisanocite-ref-7[7] l'ammirazione per questo acquedotto:
«E avendo (…) i Perugini dal monte Pacciano, lontano due miglia dalla città, condotto per canali di piombo un'acqua grossissima, mediante l'ingegno et industria d'un frate de'Silvestrini...»
(Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori)
Altri acquedotti italiani del Duecento sono quelli di mw-gSulmona (1257) e mw-wCasamari (1200). Nel Basso Medioevo anche la Francia conobbe un'intensa attività di costruzione di acquedotti, fra cui spicca quello di mwaqaCoutances, in Normandia, del 1277cite-ref-treccani-2-11[2]. Per il resto dell'Europa l'approvvigionamento di acqua venne garantito principalmente tramite lo scavo di pozzi, ma questo metodo creava gravi problemi di salute pubblica quando le falde acquifere risultavano contaminate.
La tecnica idraulica fu molto sviluppata anche nell'area indiana. Il più complesso sistema idrico dell'India medievale è probabilmente quello che serviva la città di mwaqyVijayanagar (oggi mwaqcHampi), capitale dell'mwaqgomonimo impero fondato nel 1336. Nel mwaqkXV secolo venne costruita una diga sul fiume mwaqoTungabhadra, da cui partiva un acquedotto lungo 24mwaqs kmcite-ref-8[8], che riforniva la rete idrica cittadina e terminava in una piscina centrale a gradinate.
Nell'America precolombiana vennero costruiti notevoli impianti idrici. Nell'area di mwareNazca si trovano i cosiddetti mwaripuquios risalenti al mwarmV secolo: si tratta di acquedotti sotterranei basati su di un principio analogo a quello dei mwarqqanat persiani. Alcuni mwarupuquios sono tuttora in funzionecite-ref-9[9], ad esempio l'mwaroAcquedotto di Cantayo. Presso la capitale incaica, mwarsCuzco, si trova il sito archeologico di mwarwTambomachay, che consiste in un impianto idrico dalla funzione non ancora chiarita. Anche la capitale azteca, mwar0Tenochtitlán, era dotata di un acquedotto.
Il XVII e XVIII secolo
Alla fine del mwasgXVI secolo riprese in Europa la costruzione di acquedotti per servire le grandi città, per iniziativa delle monarchie assolute. Dopo oltre tredici secoli e mezzo dalla realizzazione dell'ultimo acquedotto della città di mwaskRoma, un nuovo acquedotto venne costruito nella città dei Papi tra il mwaso1585 e il mwass1587 durante il pontificato di mwaswpapa Sisto V, riutilizzando le sorgenti dellmwas0'mwas4mwas8Aqua Alexandrina e altre delle zone limitrofe. In onore del Papa fu chiamato mwataAcqua Felice.
Seguì nel 1610 l'apertura dell'mwatiacquedotto dell'Acqua Paola per volere di mwatmpapa Paolo V, sull'antico tracciato dallmwatq'mwatumwatyAqua Traiana. Per completezza bisogna ricordare che a Roma l'Acqua Vergine (l'antica mwatcmwatgAqua Virgo) era sempre rimasta in funzione, grazie a numerosi interventi di manutenzione attuati lungo i secoli, anche se il suo punto terminale, mwatkFontana di Trevi, è stata completata nella sua attuale forma monumentale solo nel 1762. Nel 1613 venne aperto l'mwatoAcquedotto mediceo di Pisacite-ref-storia-dell-acquedotto-10-0[10].
In mwauaSicilia furono realizzati l'acquedotto benedettino, che approvvigionava il mwaueconvento di San Nicola a mwauiCatania, percorrendo oltre 6mwaum km, e l'acquedotto Biscari, voluto dal principe mwauqIgnazio Paternò Castello per la realizzazione della risaia più estesa del mwauuRegno. Delle due strutture siciliane la prima venne concessa nel mwauy1649 a titolo gratuito al senato civico, in sostituzione dell'approvvigionamento cittadino dal fiume mwaucAmenano, del lago di Nicito e delle cisterne e pozzi privati, in cambio della manutenzione della stessa. L'acquedotto alimentava almeno una decina di mulini gestiti dai monaci benedettini e concessi in enfiteusi, prima di giungere al maestoso convento. La struttura voluta nel mwaugXVIII secolo dal Principe Biscari, invece, non superava i due km di estensione e durò soltanto finché non fu in vita lo stesso principe. Per entrambe le strutture, realizzate in conci di pietra lavica, mattoni e ghiara, si fece largo uso di ponti di ispirazione romana e nel caso dell'acquedotto Biscari erano stati realizzati due livelli di archi.
A mwau8Parigi l'acquedotto di mwavaBelleville era stato riparato già nel 1457 e rifornì la città fino al Seicento insieme a quello del Pré Saint-Germaincite-ref-braudel-11-0[11]. Nel 1613 la reggente mwavuCaterina de' Medici fece ricostruire l'acquedotto di Arcueil, che portava l'acqua fino al mwavyPalais du Luxembourg, e a fine secolo mwavcVauban costruì i due acquedotti per rifornire la mwavgReggia di Versaillescite-ref-treccani-2-12[2]: l'acquedotto di Louveciennes e quello di Buc, nonché l'incompiuto mwav0Canal de l'Eure. Nel mwav41613 fu aperto l'acquedotto New River in mwav8Gran Bretagna per rifornire di acqua potabile fresca la città di mwawaLondra coprendo una distanza di 62mwawe km.
Anche fuori dell'Europa cristiana si ebbero importanti opere idrauliche. In Giappone gli mwawmShōgun mwawqTokugawa fecero costruire l'mwawuacquedotto Tamagawa, che convogliava le acque del mwawyfiume Tama nella loro capitale, mwawcEdo. Analogamente, nell'mwawgImpero ottomano furono edificati acquedotti per servire varie città dei Balcani, dell'Anatolia e di Cipro. Durante il XVIII secolo i progressi scientifici permisero opere ambiziose. A mwawkLisbona l'mwawoAcquedotto delle Acque Libere venne realizzato fra il 1726 ed il 1748 e portava l'acqua ad una fontana nella piazza del Rato.cite-ref-braudel-11-1[11] Il 7 maggio 1762 fu inaugurato l'imponente mwaw8acquedotto Carolino, progettato da mwaxaLuigi Vanvitelli e da altri scienziati, per alimentare la mwaxeReggia di Caserta ed il mwaxicomplesso di San Leucio. L'opera è lunga complessivamente 42 chilometricite-ref-treccani-2-13[2] e comprende un ponte-acquedotto a tre ordini di archi.
Nel mwaxgVicereame della Nuova Spagna fra il 1755 ed il 1779 venne costruito l'acquedotto di Chapultepec per rifornire di acqua la capitale mwaxoCittà del Messico; l'opera idraulica recuperava il tracciato di una precedente realizzazione azteca. L'mwaxsacquedotto storico di Genova risaliva all'età romana ed era stato modificato e migliorato nei secoli. In particolare a cavallo fra Sette e Ottocento furono aggiunti due ponti-sifoni, per l'epoca avveniristici, quello del Geirato nel 1777 e quello del Veilino nel 1842cite-ref-12[12].
Il XIX secolo e l'espansione urbanistica
Nella prima metà dell'Ottocento si continuò a costruire acquedotti a gravità secondo le tecniche tradizionali, sia pur perfezionate con vasche di decantazione e di accumulo. In mwaykItalia, fra il 1793 ed il 1816 nel mwayoGranducato di Toscana venne realizzato l'mwaysacquedotto Lorenese per rifornire la città portuale di mwaywLivorno. L'opera fu successivamente completata con la costruzione del mway0Cisternone. Nel mway4Ducato di Lucca, fra mway81823 e mwaza1831, venne costruito un acquedotto di foggia simile a quelli dell'antica Roma, chiamato mwazeacquedotto Nottolini dal nome del suo architetto, mwaziLorenzo Nottolini, che progettò l'opera lunga circa 3,25mwazm km per portare l'acqua del mwazqMonte Pisano nella città di mwazuLucca, ponendo alle sue estremità due tempietti che servivano come depositi di decantazione. L'acqua scorreva sulle arcate a "pelo libero" e solo nel tempietto a valle, posto alla periferia della città, veniva introdotta in condotte a pressione. Nei quartieri meridionali di Lucca l'acqua poteva salire fino a circa otto metri, in quelli settentrionali fino a sei. Era quindi teoricamente possibile allacciare le case private fino ai primi piani, anche se, inizialmente, solo il Palazzo Ducale e le fontane pubbliche furono forniti d'acqua. Analoghe caratteristiche aveva l'mwazyacquedotto di Rostokino nell'mwazcImpero russo, che serviva la città di mwazgMosca.
Intorno alla metà del XIX secolo la nuova necessità di alimentare città in rapida crescita e industrie assetate d'acqua diede nuovo impulso alla costruzione degli acquedotti. Lo sviluppo di nuovi materiali (come il mwazocalcestruzzo e la mwazsghisa) e di nuove tecnologie (come il mwazwmotore a vapore) consentirono significativi miglioramenti. Per esempio, la ghisa permise la costruzione di mwaz0sifoni invertiti più grandi e resistenti a maggiori pressioni, mentre pompe a vapore ed elettriche permisero un considerevole aumento della quantità e velocità del flusso d'acqua. L'mwaz4Inghilterra primeggiava nel mondo per la costruzione di acquedotti, con gli esempi notevoli costruiti per trasportare l'acqua a mwaz8Birmingham, mwaaaLiverpool e mwaaeManchester. In particolare lo sviluppo della metallurgia permise la realizzazione di acquedotti in pressione, che convogliavano l'acqua all'interno di condotti chiusi, conservandone l'energia potenziale gravitazionale sotto forma di pressione e consentendo così di portare l'acqua anche in salita e quindi fino a casa propria.
Ciò rappresentò un miglioramento anche dal punto di vista igienico, in quanto il sistema precedente, quello degli acquedotti a pelo libero, poteva determinare facilmente la contaminazione delle acque addotte con le acque reflue. La diffusione dell'acqua corrente nelle case ebbe grande importanza nella lotta contro il mwaamcolera ed il mwaaqtifo, poiché forniva ad ampie fasce della popolazione mwaauacqua potabile e nello stesso tempo permetteva l'eliminazione degli escrementi umani, precedentemente accumulati nei cosiddetti "pozzi neri". Perciò entro la fine del secolo il colera, che aveva causato mwaaydiverse epidemie nel corso dell'Ottocento, in Europa era ormai quasi completamente debellato.
Naturalmente, la realizzazione di acquedotti in pressione poteva avvenire soltanto grazie ai finanziamenti di grandi investitori privati (ad es. mwaagbanche), e pertanto i primi acquedotti furono realizzati nei grandi centri urbani, in cui era prevedibile il ritorno economico dell'mwaakinvestimento, come ad esempio nella città di mwaaoLondra dove l'acquedotto in pressione fu realizzato nel mwaas1854. In Italia sorsero molte mwaawsocietà per azioni per la costruzione e la gestione degli acquedotti, come la mwaa0Società Acque Potabili di Torino (1852), l'mwaa4Acquedotto Nicolay (1853) e l'mwaa8Acquedotto De Ferrari Galliera (1880) di Genova, la Società dell'mwabaAcqua Pia Antica Marcia di Roma (1868).
Il XX secolo
Acquedotti ancora più grandi sono stati costruiti negli mwabmStati Uniti per approvvigionare le più grandi città. Quello di Catskill porta l'acqua a mwabuNew York coprendo una distanza di 190mwaby km, ma è superato in grandezza da quelli dell'mwabcovest dello stato, il più importante dei quali è l'mwabgAcquedotto del Colorado, cioè quello che collega il mwabkColorado all'area urbana di mwaboLos Angeles situata 400mwabs km più a ovest.
In Italia la più grande rete idrica realizzata nel XX secolo è probabilmente l'mwab0Acquedotto pugliese. Fra le altre grandi opere idrauliche del XX secolo si colloca il mwab4Grande fiume artificiale, che capta le acque dolci di origine fossile nell'interno della Libia e le porta alle località della costa. Anche se indubbiamente gli acquedotti sono delle grandi opere di mwab8ingegneria, la notevole quantità d'acqua che trasportano può creare delle grosse problematiche ambientali a causa dell'impoverimento dei corsi d'acqua.
Utilizzi
Storicamente, innumerevoli società agricole hanno costruito acquedotti per mwaciirrigare le coltivazioni. mwacmArchimede inventò la mwacqvite di Archimede per sollevare l'acqua usata nell'irrigazione delle terre coltivabili.
Un altro uso molto diffuso degli acquedotti è l'approvvigionamento di grandi città con acqua potabile. Alcuni famosi acquedotti romani riforniscono ancora oggi la città di mwacyRoma. In mwaccCalifornia, mwacgUSA, tre grandi acquedotti fanno fluire l'acqua per centinaia di miglia fino all'area di mwackLos Angeles. Due provengono dall'area di Owens River e il terzo da Colorado River.
In tempi più recenti, gli acquedotti sono stati utilizzati per scopi di navigazione commerciale consentendo alle mwacschiatte mwacwfluviali di superare i dislivelli. Durante la mwac0Rivoluzione industriale del mwac4XVIII secolo, molti acquedotti furono costruiti come parte del generale boom nella costruzione di mwac8canali artificiali.
Nei moderni progetti di mwadeingegneria civile, dettagliati studi e analisi del flusso in canale aperto sono comunemente richiesti a supporto di sistemi di controllo delle inondazioni, sistemi di irrigazione, e grandi sistemi di fornitura idrica quando un acquedotto anziché una condotta è la soluzione preferita. L'acquedotto è un modo semplice per trasportare acqua da altre parti del territorio.
Le componenti moderne
Opere di presa e di trattamento delle acque
La prima di queste strutture è l'mwaduopera di presa, in corrispondenza della quale avviene la captazione dell'acqua dal ciclo naturale. Tali opere differiscono tra loro a seconda che le acque captate siano di superficie (mwadyfiumi, mwadclaghi, eccetera) o sotterranee (mwadgsorgenti, mwadkpozzi, ecc.).
Subito a valle delle opere di presa generalmente vengono realizzati tutti gli impianti di trattamento delle acque necessari per renderle idonee al consumo umano (normalmente: mwadsimpianto di potabilizzazione nel caso di captazione di acque superficiali e impianti di semplice disinfezione (clorazione) per le acque sotterranee).
Opere di adduzione
Le acque potabili vengono fatte fluire dalle condotte adduttrici (mwaeiopere di adduzione) che funzionano sia in pressione che a pelo libero (come il Canale Principale dell'Acquedotto del Sele-Calore gestito dall'mwaemAcquedotto pugliese).
Lungo il tracciato di una condotta adduttrice in pressione vengono realizzate varie opere d'arte necessarie per l'esercizio e la manutenzione delle stesse.
Le principali sono:
• gli scarichi: ubicati nei punti più depressi del profilo idraulico. Nell'omonimo pozzetto, realizzato in mwaegcalcestruzzo armato, viene realizzata una derivazione chiusa da una mwaeksaracinesca che una volta aperta permette lo svuotamento della condotta adduttrice. L'acqua dello scarico viene convogliata, tramite un'apposita condotta, in fossi o collettori vicini. Nel caso in cui la configurazione del terreno dovesse richiedere condotte di scarico molto lunghe perché si possa trovare un idoneo recapito finale, si preferiscono ai suddetti scarichi, denominati scarichi liberi, quelli definiti scarichi a pompa, che per come sono realizzati, permettono lo scarico a gravità della maggior parte del sifone da vuotare, direttamente sul terreno nelle vicinanze dell'opera, ma ne lascia una certa parte all'interno della condotta, che viene eliminata a mezzo di una pompa.
• liberi: in questo caso sono costituiti da una tubazione, terminante con un tratto ricurvo detto pastorale, collegata direttamente con l'adduttrice e di altezza superiore alla linea dei carichi idrostatici (si utilizzano in condotte con basse pressioni interne)
• automaticimwafm : costituiti da un'apparecchiatura idraulica, denominata sfiato (mwafqair relief valve), dotata di sfere, che a seconda della pressione in condotta, si abbassano, permettendo la fuoriuscita dell'aria o si alzano chiudendo la condotta. Tali sfiati sono montati, all'interno di pozzetti in calcestruzzo armato, in derivazione alla condotta principale e sono preceduti da una saracinesca che permette il loro smontaggio senza interruzione del flusso.
Gli sfiati possono svolgere una o tutte e tre le seguenti funzioni:
• funzione di degasaggio: quando hanno la funzione di eliminare l'aria che si forma all'interno della condotta durante il suo esercizio che trascinata dall'acqua, si va raccogliendo nei punti alti del tracciato. Tali bolle d'aria, se non eliminate, formerebbero delle sacche che possono assumere dimensioni tali da ridurre significativamente il flusso idrico sino ad interromperlo;
• funzione volumetrica di svuotamento: durante le fasi di svuotamento permettono l'entrata di un volume d'aria tale da compensare il volume di liquido che fuoriesce dagli scarichi, evitando così pericolose depressioni interne. I problemi di depressione si possono verificare non solo durante normale gestione di una condotta (svuotamento e riempimento per la manutenzione della condotta) ma anche per situazioni eccezionali quali:
• rottura della condotta con notevole fuoriuscita d'acqua rispetto al valore di portata a regime;
• operazioni di scarico incontrollate ed accidentali della condotta;
• funzione volumetrica di riempimento: durante la fase di riempimento di una condotta permettono la fuoriuscita dell'aria esistente all'interno delle tubazioni vuote evitando così il pericolo della formazione di sacche d'aria.
• opere di interruzione o di disconnessione idraulica: sono costituite da mwagaserbatoi (anche pensili) di capacità limitata, che vengono costruite tutte le volte che è necessario annullare la mwagepiezometrica in un punto dell'adduttrice, sia per non sottoporre uno o più tratti di condotta a pressioni eccessive non compatibili con le caratteristiche delle tubazioni utilizzate, sia per permettere la derivazione di una o più condotte dall'adduttrice, in questo caso si parla di partitori. In alcuni casi si utilizzano anche per permettere l'esecuzione di misure idrauliche di controllo. Le derivazioni da adduttrici possono anche esser effettuate in carico senza la necessità di realizzare partitori.
• opere di accumulo: sono serbatoi di grande capacità, realizzati lungo il tracciato di condotte adduttrici molto estese, al fine di garantire una riserva idrica, per un dato periodo di tempo, nei tratti a valle dell'opera nel caso di interruzioni del flusso nel tronco di monte.
• tratte pensili: vengono realizzati per l'attraversamento aereo di fiumi, torrenti, zona in frana, ecc. Possono essere realizzati con:
• pontitubo: in cui si sfrutta l'autoportanza del tubo. Nel caso di tubi in acciaio la singola campata non può superare i 40 ÷ 50mwagy m;
• ponti veri e propri: la condotta viene portata da ponti opportunamente realizzati.
• sottopassi: vengono realizzati per sottopassare strade, autostrade, ferrovie, piccoli corsi d'acqua ecc. Attualmente per la posa della condotta, in sostituzione dello mwagkscavo in trincea, vengono utilizzate tecnologie mwagono dig che preservano l'integrità della sovrastruttura.
Le opere di adduzione alimentano i mwagwserbatoi urbani a servizio di uno o più abitati che, in base alla posizione rispetto alla rete di distribuzione, possono essere di due tipi:
• di testa;
• di estremità.
I serbatoi urbani svolgono diverse funzioni quali:
• disconnessione idraulica tra adduzione (a portata costante nelle 24 ore) e distribuzione (a portata variabile nelle 24 ore);
• compenso nelle 24 ore, riserva idrica e antincendio;
• regolazione della piezometrica.
Opere di distribuzione
A valle del serbatoio urbano, generalmente viene realizzata una condotta di avvicinamento, denominata suburbana, che collega l'opera di accumulo alla rete di distribuzione idrica urbana.
La rete di distribuzione idrica urbana è costituita dall'insieme delle condotte, delle apparecchiature e dei manufatti necessari ad alimentare le utenze private, le collettività, i vari servizi pubblici, le aziende artigiane e la piccola industria inserita nel contesto urbano.
Il punto (o i punti) in cui la suburbana si innesta nella rete di distribuzione viene denominato origine della distribuzione urbana (ODU).
La suburbana normalmente non ha erogazioni lungo il tracciato.
La rete di distribuzione moderna viene generalmente realizzata esclusivamente a maglie chiuse (quella a rete ramificata non è più utilizzata) perché garantisce i seguenti vantaggi:
• di natura gestionale: maggiore elasticità ed efficienza di funzionamento poiché non è necessario interrompere il flusso nel caso di fuori servizio di un singolo tronco;
• di natura igienica: maggiore garanzia di mantenimento della potabilità dell'acqua distribuita poiché con il sistema reticolare l'acqua è sempre in movimento e non si determinano pericoli di "acqua morta" come nelle ramificazioni aperte.
• di natura funzionale: il percorso possibile da un nodo della rete a qualsiasi altro non è unico.
Esistono anche reti miste costituite da un insieme di maglie chiuse e ramificazioni aperte.
Tuttavia negli ultimi anni si sta largamente diffondendo la tecnica della mwaicdistrettualizzazione della reti, ossia si procede alla suddivisione della intera rete in porzioni minori al fine di migliorare la gestione e favorire il contenimento delle perdite idriche.
In una rete di distribuzioni a maglie chiuse si distinguono:
• una o più maglie principali, costituite da condotte di diametro maggiore;
• uno o più ordini di maglie secondarie di minor diametro;
• condotte minori per l'allacciamento alle utenze.
Secondo quanto prescritto dal dall'Allegato 8 del DPCM 4/3/96, una rete di distribuzione idrica adeguatamente dimensionata deve assicurare:
• nelle ore di punta del servizio ed al minimo livello idrico nel serbatoio, almeno 10mwaja m di carico sulla copertura degli edifici;
• nelle ore di minimo consumo (ore notturne) ed al massimo livello nel serbatoio, un carico sulle tubazioni della rete ovunque inferiore a 70mwaji m;
• il contenimento delle oscillazioni della linea piezometrica in rete durante l'esercizio entro un limite di 20÷30mwajq m per evitare di sollecitare eccessivamente i giunti delle tubazioni.
Poiché attualmente la maggior parte delle utenze è dotata di sistema di mwajyautoclave, tali valori di pressione possono risultare eccessivi; in tal senso la carta del Sistema Idrico Integrato adottata dall'mwajcAcquedotto pugliese prevede che il carico idraulico minimo deve essere non inferiore a 0,5 atmosfere misurate immediatamente a valle del rubinetto d'arresto posto immediatamente dopo il misuratore.
Impianti interni
Sulle condotte distributrici vengono realizzati gli impianti privati che collegano la rete di distribuzione all'impianto idrico a servizio delle singole utenze (condomini, ospedali, caserme, attività commerciali, ecc.).
Acquedotti navigabili
• Acquedotto vicino a mwaj0Roelofarendsveen, mwaj4Paesi Bassi: trasporta il mwaj8canale Ringvaart sopra l'mwakeautostrada A4 e il mwakitreno ad alta velocità (mwakmHogesnelheidslijn o HLS) in costruzione, entrambe situate in territorio più basso del livello del canale (e sotto il livello del mare).
• Acquedotto Gouwe, vicino mwakuGouda, mwakyPaesi Bassi: porta il mwakcfiume mwakgGouwe sopra l'autostrada A12, che si trova su un territorio più basso del livello del fiume.
• Acquedotto Holmes sul canale Derby a Derby, costruito da mwakoBenjamin Outram a singola arcata con una lunghezza di 44 piedi, è stato il primo acquedotto in mwaksghisa, anticipando di poco l'acquedotto di Longdon-on-Tern sul canale di mwak0Shrewsbury, costruito da mwak4Thomas Telford e lungo 186 piedi, a volte descritto come il primo acquedotto navigabile in ghisa al mondo su larga-scala.
• L'mwalaacquedotto di Pontcysyllte porta il canale mwaleLlangollen sopra il fiume Dee nel nord del mwaliGalles, e fu progettato da mwalmThomas Telford e aperto nel mwalq1805.
• L'mwalyUnion Canal in mwalcScozia ha molti acquedotti, incluso l'acquedotto Slateford che porta il canale sopra Water of Leith, l'acquedotto Almond sopra il fiume Almond a Ratho ed il notevole acquedotto Avon sopra il fiume Avon. Questo è il secondo acquedotto in lunghezza dell'intero mwal0Regno Unito.
• In anni recenti la costruzione dell'acquedotto Lichfield ha spinto il governo britannico ad approvare una legislazione che impedisca il rinnovamento di una strada costruita nel percorso di un canale senza la predisposizione di un tunnel o di un acquedotto atto all'attraversamento.
• Il canale Bridgewater è trasportato attraverso il più basso canale Manchester Ship dall'acquedotto Barton Swing - una forma di ponte rotante. Una sezione dell'acquedotto lunga 234 piedi ruota di 90 gradi per permettere alle navi di passare lungo il canale Manchester Ship.
Acquedotti romani
• mwaniAcquedotto romano
• mwanqAcquedotti di Roma,
• mwanyAcquedotto romano Avellino-Benevento, in mwancCampania
• mwankPonte acquedotto di Pondel in mwanoValle d'Aosta
• mwanwPonte del Gard nel Sud della mwan0Francia
• mwan8Acquedotto Barbegal, Francia
• mwaoeAcquedotto Eifel, mwaoiGermania
• Acquedotto di Caesarea Maritima, mwaouIsraele
• mwaocAcquedotto di Segovia, mwaogSpagna
• mwaooAcquedotto romano di Catania
• mwaowAcquedotto dei miracoli a mwao0Mérida, Spagna
• mwao8Acquedotto di Tarragona, Spagna
• mwapuAcquedotto di Bonn
Altri acquedotti
• Acquedotto svevo di Sulmona
• Acquedotto e Fontana Maggiore di Perugia
• Acquedotto di Orvieto
• Central Arizona Project Aqueduct
• mwaq4Acquedotto Carolino, mwaq8Italia - costruito fra il mwara1753 e il mware1862, mwaripatrimonio dell'umanità dal mwarm1997
• Aqueduc St-Clément, mwasmMontpellier, Francia - mwasqXVII secolo
• mwatuAcquedotto di Colognole, mwatyLivorno, mwatcItalia - costruito a partire dalla fine del mwatgXVIII secolo
• mwatoAcquedotto pugliese, mwatsBari, mwatwItalia - Canale Principale dell'Acquedotto del Sele - Calore realizzato dal mwat01915 in poi
• mwat8Acquedotto del Peschiera-Capore. mwauaRoma - costruito tra il mwaue1937 e gli anni ottanta del Novecento.
• mwaucAcquedotto romano, mwaugCapezzano
• mwauoAcquedotto del Nottolini, mwausLucca
• mwau0Acquedotto del Fiora, mwau4Maremma
• mwavaAcquedotto Galermi, mwaveSiracusa
Normativa
• UNI EN 805:2002 - Approvvigionamento di Acqua - Requisiti per sistemi e componenti all'esterno di edifici" indica le linee guida per la progettazione delle reti idriche.
In Italia
• D.M. del 12 dicembre 1985 - Norme tecniche per le tubazioni;cite-ref-16[16]
• D.P.C.M. del 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche;cite-ref-17[17] definisce a 150mwaw0 l/ab/giorno la dotazione pro-capite giornaliera minima alla consegna, intesa come volume attingibile nelle 24 ore dalle utenze potabili domestiche.
Note
cite-note-11. ↑ mwaxqMario Di Fidio, Claudio Gandolfi, mwaxumwaxyLa lingua delle acque (mwaxcmwaxgPDF), Milano, BEIC, 2013, p.mwaxk 9. mwaxoURL consultato il 18 gennaio 2016 mwaxs(archiviato dall'mwaxwurl originale il 28 gennaio 2016).
cite-note-treccani-22. ↑ mwazomwazsmwazwvoce "Acquedotto" sull'Enciclopedia Italiana, su mwaz0treccani.it.
cite-note-33. ↑ mwa0eFrederick Mario Fales e Roswitha Del Fabbro, mwa0iJerwan: decifrare un acquedotto assiro sul sito mwa0mArcheologia Viva
cite-note-ancient-water-44. ↑ mwa0cAncient Water Technologies ISBNmwa0k 978-90-481-8631-0
cite-note-55. ↑ mwa00mwa04mwa08The History of Plumbing - CRETE, in mwa1atheplumber.com, theplumber.com. mwa1eURL consultato il 26 marzo 2014.
cite-note-66. ↑ mwa1umwa1ymwa1cFieldnotes, in mwa1gthemodernantiquarian.com. mwa1kURL consultato il 26 marzo 2014.
cite-note-77. ↑ mwa10Giorgio Vasari, mwa14mwa18Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1568
cite-note-88. ↑ mwa2mRobert Sewell, mwa2qA forgotten empire (Vijayanagar), 1900, pag. 51
cite-note-99. ↑ mwa2gElisabetta Curzel, mwa2kPerù: risolto il mistero dei "puquios" di Nazca sul mwa2oCorriere della Sera del 20 aprile 2016
cite-note-storia-dell-acquedotto-1010. ↑ mwa24mwa28mwa3aStoria dell'acquedotto, su mwa3ecomune.pisa.it. mwa3iURL consultato il 27 aprile 2010 mwa3m(archiviato dall'mwa3qurl originale il 6 ottobre 2014).
cite-note-braudel-1111. ↑ Fernand Braudel, mwa3oCivilta materiale, economia e capitalismo (secoli XV-XVIII), Torino, Einaudi, 1981, vol. I, pagg. 202-6
cite-note-1212. ↑ mwa34mwa38mwa4aAltervista, su mwa4eacquedottogenova.altervista.org.
cite-note-1313. ↑ Normativa di riferimento: mwa4umwa4yUNI EN 1074-1:2001. Valvole per la fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all'impiego e prove idonee di verifica - Requisiti generali mwa4cUNI EN 1074-4:2002 Valvole per la fornitura di acqua - Requisiti di attitudine all'impiego e prove idonee di verifica - Sfiati d'aria
cite-note-1515. ↑ mwa5imwa5mmwa5qGazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 148 del 15/06/1967 - supplemento straordinario, 15 giugno 1967.
cite-note-1616. ↑ mwa5gmwa5kmwa5oGazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 1986-03-14 n. 061, 14 marzo 1986.
cite-note-1717. ↑ mwa54mwa58mwa6aDPCM 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche. (GU Serie Generale n.62 del 14-03-1996 - Suppl. Ordinario n. 47), su mwa6ewww.gazzettaufficiale.it. mwa6iURL consultato il 9 marzo 2025.
Bibliografia
• Antonio Linoli, mwa6yLa gestione degli acquedotti romani alla fine del I secolo d. C., in mwa6cL'acqua, (2007), n. 3, pp.mwa6g 43–53.
• mwa6oSextus Iulius Frontinus, mwa6smwa6wOn the water-management of the city of Rome - De Aquaeductu Urbis Romae, Translated by R. H. Rodgers, The University of Vermont 2003.
Voci correlate
• mwa7aAcqua
• mwa7iAcquedotti di Roma
• mwa7qCondotta (idraulica)
• mwa7yIrrigazione
• mwa7gTorrino piezometrico
• mwa7oCrisi idrica
• mwa7wFistula acquaria
• mwa74Opera di presa
• mwa8aSerbatoio (acquedotto)
• mwa8iCondotta sottomarina
• mwa8qTubo per condotte
• mwa8ySistemi di tubazioni
Altri progetti
Altri progetti
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «acquedotto»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'acquedotto
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itacquedótto, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dei-ragazziNicola Nosengo e Margherita Zizi, acquedotti, in Enciclopedia dei ragazzi, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Acquedotto, su Open Library, Internet Archive.
• mwa80Ricostruzioni 3D per ragazzi realizzate con il Parco dell'Appia Antica, su play4earth.com (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2008).
• mwa88(EN, NL) Sito sugli acquedotti, su aquaduct.hobbysite.info (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2005).
• mwa9e(EN) Sistemi irrigui della Roma Imperiale, su waterhistory.org.
• mwa9m(EN) Acquedotti romani oggi, su dl.ket.org (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2005).
• mwa9uCOSTRUZIONI IDRAULICHE Dispense del Prof. Ignazio Mantica, su costruzioniidrauliche.it.